 | Raccolta immagini |  |  | Localizzazione in Orto |  | |  | | Veduta generale dell'Orto Botanico. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Ingresso Gymnasium lato Via Lincoln. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Gymnasium: Particolare del soffitto del portico tetrastilo. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Schola Regia Botanices. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Gymnasium: la caratteristica cupola. | | (Foto: Manlio Speciale) | |
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L'Orto Botanico di Palermo ha ricevuto l’odierna organizzazione e struttura funzionale dall'opera di insigni architetti, che nel realizzarlo hanno coniugato felicemente criteri scientifici ed estetici di ogni componente.
Di fronte al cancello, si staglia l'edificio centrale, il "Gymnasium", che in origine era la sede della "Schola Regia Botanices", dell' "Herbarium", della Biblioteca e della dimora del Direttore.
Affiancano il Gymnasium due edifici minori disposti simmetricamente. Essi sono ancora chiamati Calidarium e Tepidarium perché in origine ospitavano piante dei climi caldi e temperati rispettivamente.
Ai due lati della scalinata del Gymnasium si trovano due sfingi di calcare compatto, scolpite da Vitale Tuccio e donate rispettivamente dal principe di Galati e dal Duca di Terranova. Esse simboleggiano le incognite della scienza e la sfida ambigua che la sua progressiva conquista pone al genere umano.
Imponenti colonne in stile dorico scandiscono questo monumentale pronao, come anche il tetrastile posteriore che da nel giardino. In entrambi gli ingressi si possono ammirare eleganti lacunari a motivi vegetali, opera dello scultore Gaspare Ferriolo. Gli affreschi monocromi sono del pittore palermitano Giuseppe Velasco.
Dal portico anteriore si accede all'aula, la Schola Botanices, al cui ingresso stanno due cariatidi in stucco, opera di Domenico Dané; a sinistra una lapide porta incise le funzioni dell'Orto.
Nelle scansie laterali dell'aula sono custoditi vari reperti didattici di interesse storico; interessante è il tondo del dimostratore, che aveva il compito di illustrare le proprietà delle erbe, provvedere giornalmente alla preparazione delle droghe e distribuirle, secondo i casi, a quanti ne abbisognassero.
Le pareti sono ulteriormente arricchite da medaglioni in bassorilievo, dedicati ai più famosi botanici, e da statue di insigni naturalisti, poste in nicchie angolari; tra esse, spiccano quella dello svedese Carlo Linneo, lo scienziato cui fu ispirata la disposizione botanica del nucleo storico dell'Orto, quella di Joseph Pitton de Tournefourt, botanico francese autore di una classificazione delle piante basata esclusivamente sulla forma della corolla.
La volta, anche questa affrescata da Giuseppe Velasco, presenta, nelle vene angolari, motivi allegorici attestanti le virtù medicinali delle erbe.
Nella sala centrale del Ginnasio si possono osservare la Cattedra e il banco del "dimostratore" delle piante medicinali, mentre tutto intorno si notano le vetrine in cui vengono tuttora custodite varie raccolte di semi, frutti e altri materiali vegetali; in alto, nel disco centrale della volta simboleggiante la dea Flora, si nota l’iscrizione "miscuit utile dulci" ossia la sintesi botanico-farmaceutica di due secoli fa.
L’ala sinistra del Ginnasio era destinata ad abitazione del Direttore, mentre quella destra è tutt’oggi occupata dall’Erbario nel quale si custodiscono preziosissime collezioni di piante essiccate di varia provenienza geografica, raccolte e donate da illustri naturalisti in differenti periodi.
Il tetrastilo, che collega l’aula della Schola Regia Botanices e l’Orto, è decorato con affreschi monocromi che si ispirano alla figura di Asclepio, figlio di Apollo, eroe e dio della medeicina. Si trovano anche statue di Asclepio e della figlia Igea, scolpite da Domenico Tuccio.
Il muro d'attico di questo porticato è adornato da statue raffiguranti le quattro stagioni, dello scultore Gaspare Ferriolo. |
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