 | Raccolta immagini |  | |  | | Cycadetum | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Arenga engleri. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Ficus sycomorus storico, inserito nel più recente ordinamento Palmetum. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Rhapis flabelliformis (= R. excelsa). Varietà colturale con foglie variegate. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Archontophoenix alexandre. | | (Foto: Manlio Speciale) | |  | | Elegante genere oceanico: Rhopalostylis. | | (Foto: Manlio Speciale) | |
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Le palme sono un’antica forma vivente con fossili che risalgono al tardo cretaceo (circa 70-80 milioni di anni fa), ma non è escluso che possano essere esistite forme riferibili a questo taxon, prima di questa era.
Il polline di Nypa fruticans, specie che oggi vive solo ai tropici, è stato ritrovato in sedimenti risalenti all’eocene (circa 50 milioni di anni fa), nelle vicinanze di Londra. Linneo chiamava le palme ‘Principes’; egli riconobbe le palme come un gruppo tassonomico distinto e ne descrisse molte specie.
Le palme, monocotiledoni, sono piante legnose perenni unisessuali o bisessuali, con una distintiva corona di foglie, che si riproducono per semi o, più raramente, per via vegetativa. Molte specie hanno uno stipite evidente, altre molto ridotto ed alcune sotterraneo (acauli). Esistono forme rampicanti con fusti esili a crescita indeterminata, prodotti da rizomi sotterranei. La maggior parte hanno uno stipite solitario, ma alcune, cespitose, producono stipiti multipli da polloni basali; ogni specie è solitamente ben caratterizzata ma entrambi gli habitus possono essere presenti in uno stesso genere (Licuala, Hyphaene, ecc..).
Le foglie, in generale, sono molto evidenti e possiedono una forma caratteristica; alcune palmata (Washingtonia) o costapalmata (Sabal), altre pennata (Phoenix); un gruppo molto distinto ha foglie bipennate (Caryota).
La foglia più lunga si riscontra nella palma da raffia dell’Africa centrale (Raphia regalis); ognuna di queste foglie può raggiunge 25 m di lunghezza. Molte altre specie del genere Raphia, producono foglie che superano i 20 m.
Il tempo necessario per giungere alla maturità sessuale è molto variabile; in alcune specie dopo 3 o 5 anni, in altre sono necessari 40 anni.
Molte specie producono infiorescenze regolarmente per tutta la loro vita (policarpiche), altre hanno un ridotto processo di fioritura (monocarpiche). Queste ultime producono infiorescenze da ogni asse fogliare e l’intera pianta muore dopo che la più bassa infruttescenza matura (Arenga pinnata, Caryota urens). Sono anche monocarpiche palme pollonifere (Caryota mitis), ma soltanto con un singolo stipite che muore, sempre quando la più bassa infruttescenza matura.
I fiori delle palme, prodotti in gran numero, sono generalmente piccoli, insignificanti e a volte, profumati; sono unisessuati o bisessuati e non è insolito per i fiori unisessuati, essere distribuiti nella stessa infiorescenza.
Le infiorescenze più grandi vengono prodotte dalle diverse specie riferibili al genere Corypha. L’imponente infiorescenza a candelabro di Corypha umbraculifera, specie monocarpica, è probabilmente la più grande di tutte; è stato osservato che una singola infiorescenza può portare fino a 10.000.000 di fiori.
Sono specie generalmente anemofile, ma oggi è noto che molte sono impollinate da insetti. I frutti delle palme sono variabili; possono essere piccoli e portati in abbondanza o grandi e poco numerosi nella stessa infruttescenza (Cocos nucifera). Frequentemente sono molto colorati, per attirare gli agenti ‘dispersivi’ ed è spesso presente un mesocarpo carnoso appetito da uccelli e altri animali.
Le palme comprendono alcune specie inusuali e interessanti. Forse non è molto noto che i semi, le infiorescenze e le foglie più grandi che si riscontrino nel regno vegetale appartengono proprio alla famiglia Palmae. Il seme più grande è quello della doppia noce di cocco (Lodoicea maldivica) delle Isole Seychells; ognuno di questi può pesare più di 20 Kg.
Un confronto fra le altezze minime e massime può essere fatto fra le specie acauli e quelle fornite di stipite. Tra le prime sono comprese la palma lillipuziana del Paraguay (Syagrus lilliputiana), alta solo 10-15 cm a maturità o le palme elfin (Chamaedorea stenocarpa e C. pygmaea) del centro e del sud America, spesso alte solo 50 cm.; tra le seconde le palme wax delle Ande (Ceroxylon quindiuense e C. alpinum) che sono realmente gigantesche, capaci di produrre stipiti che raggiungono 60 m di altezza. Fra le specie di maggiori dimensioni figurano anche: Copernicia fallaensis, Corypha umbraculifera, Jubaea chilensis e Lodoicea maldivica.
Nell’ultimo decennio si è realizzato nell’Orto botanico di Palermo un nucleo, formato da due ampie aiuole, denominato Palmetum, dove si possono osservare le seguenti specie:
- Archontophoenix alexandrae
- Archontophoenix cunninghamiana
- Arenga engleri
- Brahea armata
- Butia capitata
- Caryota mitis
- Chamaedorea ernesti-augusti
- Chamaedorea metallica
- Chamaedorea oblongata
- Chamaerops humilis
- Dypsis decaryi
- Jubaea chilensis
- Livistona decipiens
- Livistona mariae
- Phoenix reclinata
- Phoenix roebelinii
- Ravenea rivularis
- Rhapis excelsa
- Rhopalostylis cheesemanii
- Rhopalostylis sapida
- Sabal bermudana
- Sabal minor
- Serenoa repens
- Syagrus romanzoffiana
- Trithrinax campestris
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