Manuale Orto Sinergico

Ecco un piccolo manuale per come iniziare a progettare un Orto Sinergico. Scopri come realizzare il progetto di un Orto Sinergico.

Gli Elementi dell’Orto Sinergico

Bancali Orto Sinergico

I bancali sono accumuli di terra che ci permettono di sfruttare al meglio lo spazio a disposizione per il nostro orto sinergico. I bancali devono avere dimensioni tali da permettere ad una persona di raggiungere agevolmente tutta la sua superficie.

Le dimensioni ottimali del bancale sono quelle con base di 120 cm, lato superiore di 60 cm e altezza di 30 – 40 cm.

L’altezza del bancale, dopo un pò di tempo, tenderà a calare per l’effetto della compattazione del terreno ed è quindi meglio tenerlo presente. La terra che useremo per la creazione dei bancali sarà quella già presente nell’orto e la loro formazione andrà di pari passo con quella dei sentieri.

Se desideriamo assegnare altre dimensioni ai bancali dovremo considerare che questo sarà coltivato con almeno quattro famiglie di piante e dovrà avere le dimensioni giuste per contenerle.

In particolare, se variamo l’altezza del bancale dovremo garantire in ogni caso uno strato di terreno lavorato (operazione che viene fatta solo una volta) e non compattato di almeno 40 cm, dove le nostre piante svilupperanno le radici.

Nella dimensione della lunghezza, invece, i bancali potranno essere rettilinei, avere una forma a mandala, oppure avere le più svariate forme per meglio adattarsi al luogo nel quale li andremo a creare.

La forma del bancale sarà determinata principalmente dalla morfologia e dalle caratteristiche del nostro terreno, ma è utile considerare che se si sceglie la forma rettilinea si avrà un miglior sfruttamento della luce solare se si orienta la lunghezza maggiore del bancale secondo l’asse geografico nord-sud, mentre scegliendo forme non rettilinee andremo a creare zone con differenti esposizioni alla luce solare (caratteristica che può essere sfruttata a nostro vantaggio, ma che richiede maggiore attenzione).

Infine, si può anche pensare di non creare i bancali, ma di tenere a livello il terreno delimitandolo con appositi sentieri. Sono presenti infatti casi in cui l’orto sinergico viene fatto senza l’uso del bancale, ma in questo caso toglieremo spazio al nostro orto sinergico, in quanto non avremo a disposizione la superficie coltivabile della faccia inclinata del bancale.

I Sentieri

I sentieri del nostro orto sinergico, di fondamentale importanza, ci permetteranno un agevole passaggio fra i bancali e saranno l’unica superficie calpestabile del nostro orto.

Le dimensioni dei sentieri dipenderanno da esigenze pratiche.

Il sentiero tipico ha una larghezza di 60 cm in modo che si possa passare agevolmente con una cariola e che la terra asportata per la sua creazione sia sufficiente alla formazione del bancale. I sentieri dovranno permetterci di raggiungere facilmente tutte le parti del nostro orto.

Nel caso l’orto sinergico sia di grandi dimensioni e costituito da bancali rettilinei molto lunghi, sarà utile creare dei sentieri nel senso trasversale alla lunghezza dei bancali in modo da rendere più agevole l’uso dell’orto sinergico.

I Tutori

I tutori, o sostegni, permetteranno alle piante che ne hanno necessità di svilupparsi in altezza. I tutori potranno essere permanenti e quindi costituiti da materiale non degradabile oppure temporanei e quindi fatti di ciò che possiamo già trovare in natura.

Nel tipico orto sinergico sono previsti dei tondini di acciaio da calcestruzzo armato usati in edilizia del diametro di 8 o 6 mm e lunghi 6 metri che, piantati in terra e posizionati ad arco sopra i bancali, forniranno un supporto permanente per le piante che lo richiedono.

Questo tipo di tutori hanno il vantaggio di essere installati una sola volta nel nostro orto e di non forare più volte il terreno (cosa che è meglio evitare), e, caratteristica da non sottovalutare, ci danno la possibilità di posizionare dei teli sopra le piante per fare ombra nei periodi di maggiore insolazione senza dover predisporre degli appositi sostegni.

Se si scelgono dei tutori temporanei bisogna considerare un lavoro in più da fare tutti gli anni e un maggior numero di fori che andremo a fare nei nostri bancali, ma, questi, rappresentano comunque una buona soluzione se si ha difficoltà a reperire il materiale e se si vuole risparmiare qualche soldo.

La Pacciamatura

Il terreno di un orto sinergico deve essere sempre coperto da una costante pacciamatura.

La pacciamatura potrà essere costituita dai più svariati materiali che vanno dai residui delle potature ai cartoni per gli imballaggi.
I materiali che utilizzeremo non dovranno contenere sostanze chimiche e non dovranno aver subito trattamenti come quelli antiparassitari, insomma dovranno essere di origine biologica.

Una delle migliori pacciamature, come ampiamente dimostrato, risulta essere sicuramente la paglia di origine biologica.

A volte può sorgere il dubbio che utilizzando la paglia, questa possa essere portata via dal vento, ma non è corretto in quanto i vari steli che la compongono vanno a creare un reticolo che costituisce un unico grande corpo che si ancora al terreno e, in base alla mia esperienza, non subisce minimamente l’effetto del vento.

Un altro aspetto da considerare è la reperibilità della pacciamatura, infatti, se si dispone di prati e campi sarà utile utilizzare i residui vegetali derivanti da questi come pacciamante, in modo da utilizzare al meglio le risorse disponibili.

Se si ha la possibilità di effettuare il compostaggio degli scarti vegetali, potremo usare questo come pacciamatura, ma dovremo stare attenti a non soffocare troppo il terreno, e preferiremo questo tipo di pacciamatura per le piante più esigenti di acqua nei periodi più siccitosi.

Infine, oltre alla pacciamature sui bancali, sarà importante pacciamare anche i sentieri dell’orto sinergico in modo da limitare l’evaporazione dell’acqua ed avere un maggior controllo delle piante spontanee.

In questo caso, per avere una pacciamatura più “forte” contro le piante spontanee possiamo pensare di utilizzare materiali a lenta decomposizione come gli scarti di corteccia e gli aghi di pino, oppure possiamo pensare di utilizzare i cartoni da imballaggio che soffocano maggiormente il terreno, dovremo però utilizzare cartoni che non presentano scritte fatte con inchiostri non degradabili e dovremo stare attenti a farli ben aderire al terreno in quanto risentono maggiormente dell’influenza del vento.

Le Piante

Un orto per poter chiamarsi sinergico dovrà essere coltivato cercando di ricreare le condizioni il più possibile vicine alle dinamiche della natura.

Per ottenere questo rivestirà la massima importanza la coltivazione e il trattamento delle piante presenti sui nostri bancali.

Sui bancali dovranno essere presenti almeno quattro famiglie di piante coltivate, oltre alla presenza di fiori e piante spontanee.

Il bancale ideale dovrà sempre essere pieno di piante e mai lasciato spoglio, questo permetterà al terreno una migliore fertilizzazione ed eviterà il suo compattamento.
Ovviamente questo argomento, come gli altri, verranno ampiamente approfonditi, ma è utile ora per farci un’idea di come l’orto sinergico sarà organizzato.

L’Impianto Idrico

Un altro elemento di grande importanza è costituito dall’impianto idrico, che si può immaginare come le arterie del nostro orto sinergico.

Il sistema di irrigazione sarà costituito da un impianto a gocciolanti che passerà sotto lo strato di pacciamatura sui bancali e che fornirà tutto il fabbisogno di acqua al nostro orto nei mesi che lo richiedono.

L’irrigazione sarà costituita da un tubo principale collegato all’alimentazione dell’impianto, che potrà essere fornita dall’acquedotto, da pozzi o da sistemi di raccolta delle acque meteoriche, il quale fornirà l’acqua alle varie gocciolanti sui bancali.

Le gocciolanti saranno rese indipendenti inserendo nell’impianto una valvola di chiusura dell’irrigazione per ogni bancale. L’apporto di acqua, in questo modo, sarà lento e ben dosato e la copertura con pacciamatura limiterà notevolmente l’evaporazione e quindi lo spreco d’acqua.

Infine sarà importante valutare se inserire un irrigatore automatico o utilizzare delle taniche che, riempite con la giusta quantità di acqua, potranno tranquillamente essere lasciate svuotare in modo da non doverci preoccupare di chiudere il rubinetto ad irrigazione ultimata.

La Spirale delle Piante Aromatiche

Dedicare un angolo del nostro orto sinergico alle piante aromatiche non è obbligatorio, ma favorirà la presenza di insetti e animali utili che aiuteranno lo sviluppo delle nostre piante, oltre ad abbellire il nostro orto e fornirci erbe aromatiche sempre fresche.

Uno dei metodi migliori per la crescita delle più diverse piante aromatiche è la creazione di un’aiuola a spirale, in quanto essa permette la formazione di diverse condizioni ed esposizioni per le piante in uno spazio contenuto.

spiraleLa costruzione della spirale può avvenire nei più svariati modi, per esempio tramite la formazione di piccoli muretti di sostegno costituiti da mattoni o da materiale che troveremo in sito, che andremo poi a riempire con il terreno, oppure, più semplicemente sovrapponendo grosse pietre e terra a formare dei sostegni di contenimento del terreno.

L’ideale per la spirale delle erbe aromatiche è inserire un piccolo specchio d’acqua alla sua base in modo da poter coltivare piante che possono stare in acqua e richiedono un terreno fortemente umido, in questo caso basterà creare un foro delle dimensioni volute alla base della spirale nel terreno e rivestirlo attentamente con teli impermeabili, oppure interrare direttamente un contenitore ermetico come per esempio una vecchia vasca da bagno o una bacinella.

Una posizione ideale per la spirale può essere al centro del nostro orto sinergico in modo da creare un andi-rivieni di insetti utili sui vari bancali, ma nulla vieta di inserirla in altre posizioni.

Analisi del Luogo dove sorgerà l’Orto Sinergico

Dove sto facendo il mio orto sinergico? L’orto sinergico che andremo a creare non dovrà assolutamente imporsi o separarsi dalla natura o dal luogo che lo ospiterà, in quanto principio fondamentale di questa agricoltura è l’integrazione e la collaborazione di tutti gli elementi naturali del luogo, proprio come normalmente avviene in un ambiente naturale.

Se andassimo a forzare gli elementi naturali già presenti nel luogo, non rispettandoli,  creeremmo degli squilibri nell’ambiente che allungherebbero poi i tempi per giungere alle condizioni ottimali. Lo studio e “l’ascolto” delle condizioni naturali del luogo sono di fondamentale interesse per l’agricoltura sinergica.

Il Terreno

Il terreno che troveremo nel sito del nostro futuro orto sinergico, ed in particolare il primo strato di 30-40 cm, è la base da cui partire per fare un’importante serie di valutazioni su come cominciare a coltivare il nostro orto sinergico.La prima cosa fondamentale da considerare è la “storia” del luogo e del suo sfruttamento.

Cercheremo, a meno che non ne siamo già a conoscenza, informazioni su come il terreno è stato coltivato e sfruttato negli anni, ponendo attenzione su quali tecniche agricole sono state usate, quali colture sono state piantate nel terreno, quali pesticidi o prodotti chimici sono stati impiegati e quali lavorazioni ha subito il terreno.

Questo ci permetterà di decidere se cominciare fin da subito con una “normale” coltivazione dell’orto sinergico, oppure, per esempio, decidere di effettuare alcune coltivazioni di miglioramento che permettano al terreno di metabolizzare eventuali prodotti chimici presenti.

Dovremo fare attenzione anche alle cause che hanno portato ad un eventuale forte compattamento del terreno, come ad esempio gli allevamenti intensivi, oppure all’uso del terreno come deposito, casi che possono richiedere uno scasso del terreno invece di una semplice aratura come lavoro iniziale.

Fatto questo ci concentreremo su tre aspetti fondamentali:

Le caratteristiche minerali ed organiche del terreno

Distingueremo fra 3 tipi di terreno, ossia, argilloso, sabbioso o limoso. Per basarci su dati concreti si può effettuare un semplice esperimento come spiegato a questa pagina.

Il terreno “ideale” per un orto è solitamente composto dal 50-60% di sabbia, 20-30% di limo, 15-20% di argilla e circa 5% di sostanza organica.

Questo dato, indicativo, è da prendere solo come riferimento, in quanto, coltivando in “maniera sinergica” l’orto, andremo a migliorare di anno in anno il terreno che lo compone.

Compresa la composizione del terreno, anche a grandi linee, sapremo cosa aspettarci dai primi anni di coltivazione e se sarà il caso di effettuare alcuni miglioramenti iniziali;

Le caratteristiche chimiche del terreno

Andremo ad effettuare delle prove, in diversi punti del terreno, con delle semplici cartine tornasole in grado di individuare il pH del terreno, come è spiegato, ad esempio, a questa pagina.

Il pH è un ottimo indicatore della fertilità del terreno per le nostre piante. Un terreno ideale per la coltivazione dovrebbe avere pH compreso fra 6 e 7,5.

Come già spiegato sopra, anche questo dato ci fornirà un’importante indicazione su cosa aspettarci per i primi tempi di coltivazione, ma, seguendo le indicazioni dell’agricoltura sinergica, lo vedremo migliorare.

La presenza di piante spontanee sul terreno

Di fondamentale importanza è individuare le piante che spontaneamente crescono sul terreno del nostro orto sinergico.

Queste piante, spesso poco considerate in agricoltura tradizionale, ci forniscono delle utili indicazioni sulle caratteristiche di cui ho parlato sopra e sulla fertilità del nostro orto sinergico.

Se si ha una buona conoscenza delle piante spontanee e si è in grado di riconoscerle, potremo, con la semplice osservazione, avere un’idea del ph del terreno e della sua fertilità.

Dato che in agricoltura sinergica è preferibile lasciare crescere alcune piante spontanee insieme a quelle coltivate ed è quindi importante saperle riconoscere, dedicherò più avanti un articolo al riguardo.

In ogni caso, se sul nostro terreno crescono molte specie diverse di piante spontanee, questo terreno è generalmente un terreno fertile e considerando che l’agricoltura sinergica tende al suo miglioramento possiamo tralasciare valutazioni molto approfondite.

Infine, se si intende effettuare un disegno della disposizione dei bancali e fare un progetto più approfondito, sarà importante fare un semplice rilievo del terreno che ospiterà il nostro orto sinergico, indicandone anche le pendenze.

L’Acqua

L’acqua è fondamentale per ogni orto ed è diventato sempre più importante sfruttarla adeguatamente.

Utilizzando la pacciamatura e l’irrigazione a goccia, come previsto nell’orto sinergico, riusciremo a risparmiare notevoli quantitativi di acqua che altrimenti andrebbero persi in evaporazione nei periodi più caldi dell’anno.

L’acqua piovana è sicuramente la migliore da utilizzare per irrigare il nostro orto sinergico. Oltre ad essere gratuita e sempre a temperatura ambiente, utilizzarla il più possibile ci permetterà di rientrare nell’ottica del riequilibrio delle condizioni naturali del luogo che sta alla base dell’agricoltura sinergica.

Sarà infatti importante valutare attentamente la possibilità di poterla accumulare per poi utilizzarla nei periodi con meno precipitazioni.

Esistono molti modi per accumulare l’acqua piovana, dai veri e propri impianti di accumulo, all’uso dei pluviali delle abitazioni o di semplici teli impermeabili per la sua raccolta.

Se non si ha proprio la possibilità di accumulare l’acqua piovana valuteremo se vi è la possibilità di stoccare quella dell’acquedotto dentro a delle taniche (tipo quelle da 1000 litri) per poterla poi usare a temperatura ambiente al momento dell’irrigazione ed avere un semplice controllo sulla quantità di acqua utilizzata semplicemente guardando il livello dell’acqua nella tanica.

Fare un semplice studio sul percorso che l’acqua piovana segue sul terreno del nostro orto sinergico ci permetterà di individuare zone tendenti al ristagno (condizione negativa nei periodi più umidi) oppure al rapido scolo (condizione negativa nei periodi più caldi).

Noteremo sul terreno eventuali avvallamenti, depressioni o impedimenti in grado di modificare significativamente il corso delle acque piovane.

In questo modo, al momento di creare il nostro orto, eviteremo di avere zone più soggette al ristagno o viceversa.

Infine l’uso di un pluviometro nel nostro orto sinergico (strumento, secondo me, molto utile e reperibile nei consorzi agrari), se costantemente monitorato, ci permetterà di valutare con maggiore attenzione il volume di acqua necessaria alle irrigazioni evitando inutili sprechi.

L’Aria

I venti che soffiano nel nostro orto condizionano la crescita delle nostre piante favorendo talvolta condizioni estreme che possono danneggiare più o meno le nostre colture.

Per esempio, se piantiamo delle varietà invernali in un luogo soggetto a forti venti freddi, questi abbassano la temperatura esterna di alcuni gradi e, quindi, pregiudicheranno il nostro raccolto.

Effettuare un piccolo studio sulle brezze e sui venti dominanti della zona, sia caldi che freddi, ci sarà molto utile per orientare e riparare il nostro orto durante tutto l’arco dell’anno.

Basterà guardare da cosa è delimitato il nostro orto sinergico.

Verificheremo la presenza di ostruzioni naturali (siepi, alberi, arbusti, ecc.) o artificiali (edifici, serre, costruzioni in genere, ecc.) in grado di deviare i venti.

Infine, valuteremo la morfologia del luogo (colline, avvallamenti, specchi d’acqua, ecc.), la quale può favorire la formazione di zone più o meno esposte.

Il Sole

Individuare zone più o meno esposte alla luce solare durante l’arco dell’anno ci fornirà preziose indicazioni  sia su come orientare il nostro orto che su quali piante coltivare. Per prima cosa dobbiamo conoscere bene l’orientamento geografico del nostro orto, cosa fondamentale per orientare i bancali rettilinei.

Per fare questo basterà avere un gps a portata di mano, oppure cercare il nostro terreno su Google Maps e determinarne l’orientamento.

Successivamente, come per i venti, sarà importante fare un’indagine sulle ostruzioni naturali ed artificiali che non permettono il passaggio della luce solare e sulla morfologia del luogo (colline,depressioni,ecc.).

Se, per esempio, in inverno abbiamo poca luce solare, dovuta alla presenza di un avvallamento a sud dell’orto, non potremo pensare di avere un orto particolarmente rigoglioso in questo periodo dell’anno e cercheremo di piantare specie particolarmente resistenti al freddo.

Anche in questo caso, sarà fondamentale l’osservazione diretta del luogo (a meno che non si sappia fare dei diagrammi solari), ed individueremo dove l’orto è irraggiato dalla luce del sole nelle ore centrali della giornata sia in estate che in inverno e dove sono presenti zone per la maggior parte del tempo in ombra.

Potremo, così, evidenziare su un semplice disegno dell’orto le varie zone individuate, in modo da avere un’utile indicazione su dove piantare le diverse specie.

Ecco conclusa  questa guida all’Orto Sinergico: Manuale a quante stelle per te? ti è stato utile? 🙂